0) Introduzione al corso (1 ora)
1) Patrimonio costruito: fondamenti e paradigma digitale (4 ore)
2) Creazione di una carta d'identità digitale del patrimonio costruito (1 ora)
3) Conoscenza del patrimonio costruito (14 ore)
4) Analisi multiscala e multirischio del patrimonio costruito (18 ore)
5) Strategie di mitigazione del rischio: conservazione, manutenzione e intervento
6) Automazione dell'analisi del rischio per il patrimonio costruito (2 ore)
7) Esercitazioni in classe (10 ore)
RECUPERO, MANUTENZIONE E CONSERVAZIONE DEGLI EDIFICI STORICI (6CFU; ICAR/10)
0) Introduzione al corso. Presentazione del docente, obiettivi formativi, struttura del corso e modalità di svolgimento. Inquadramento del costruito storico come sistema complesso, in cui conoscenza, diagnosi e decisione progettuale devono essere coerenti con i valori culturali del bene e con le esigenze di sicurezza, durabilità e fruizione. Ruolo delle esercitazioni e collegamento tra teoria e casi applicativi.
1) Patrimonio costruito: fondamenti e paradigma digitale. Evoluzione del concetto di patrimonio costruito e ricadute su tutela e scelte d’intervento. Chiarimento dei concetti di conservazione, restauro, riabilitazione e riuso, con attenzione alle implicazioni operative (compatibilità, minimo intervento, gestione delle trasformazioni e della durabilità). Discussione dei limiti degli approcci tradizionali: frammentazione dei dati, scarsa tracciabilità, difficoltà di gestione lungo il ciclo di vita. Introduzione del paradigma digitale come quadro abilitante per conservazione, manutenzione e risk management (strutturazione del dato, interoperabilità, riproducibilità dei processi). Esercitazione 1 – Quadri di riferimento per la conservazione e la riabilitazione: principi, pratiche e normative: Lettura guidata e interpretazione di principi e riferimenti tecnico-normativi, con collegamenti a casi tipici di intervento sul costruito storico.
2) Creazione di una carta d'identità digitale del patrimonio costruito. Introduzione alla “Digital Identity Card” come struttura informativa essenziale per descrivere e gestire l’edificio storico. Digitalizzazione nel settore delle costruzioni e definizione di “Digital Heritage”. Principi di archiviazione, organizzazione e processamento del dato (metadati, tracciabilità, versioning e requisiti minimi per repository utilizzabili nel tempo).
3) Conoscenza del patrimonio costruito
Costruzione del percorso conoscitivo: identificazione dell’edificio e del contesto, rilievo geometrico e restituzione come base per lettura e diagnosi. Analisi storico-critica e interpretazione della stratificazione e delle trasformazioni. Tecniche costruttive e dettagli significativi per comprendere vulnerabilità e criticità ricorrenti. Lettura e interpretazione dei pattern di degrado, con focus su materiali lapidei. Inquadramento delle proprietà dei materiali e del ruolo dell’incertezza informativa. Cenni su suolo e fondazioni. Introduzione ai livelli di conoscenza e ai fattori di confidenza. Inquadramento teorico su H-BIM e modelli informativi per il patrimonio come strumenti di strutturazione e interoperabilità dell’informazione (senza sviluppo operativo di modelli). Esercitazione 2 – Mappature dei materiali, delle decniche costruttive e del degrado: Esercitazione su mappature tematiche (materiali, tecniche, degrado/danno) e loro utilizzo come base documentale per diagnosi e decisioni.
4) Analisi multiscala e multirischio del patrimonio costruito
Approccio multi-scala e multi-rischio: differenze tra analisi territoriali e analisi di edificio, tra strumenti speditivi e approfonditi. Vulnerabilità sismica con approccio a quattro livelli; valutazione preliminare e MQI come indice osservativo della qualità muraria e delle criticità costruttive. Vulnerabilità e rischio sismico per analisi su larga scala e per edificio singolo, con distinzione tra indicatori aggregati e lettura del comportamento strutturale. Modulo sui crack patterns: interpretazione del quadro fessurativo come indicatore diagnostico e collegamento a possibili meccanismi. Parte dedicata al cambiamento climatico: vulnerabilità e rischio a scala territoriale e di edificio, con esempio applicativo sull’UHI. Inquadramento sulla vulnerabilità acustica come dimensione prestazionale legata alla fruibilità. Esercitazione 3 – Indice di Qualità Muraria (MQI): Applicazione guidata e discussione critica dell’incertezza e della qualità dei dati. Esercitazione 4 – Interpretazione del quadro fessurativo: Interpretazione ragionata di quadri fessurativi e collegamento a criticità/morfologie ricorrenti. Esercitazione 5 – Valutazione dell'effetto dell'isola urbana di calore su una città storica: Valutazione di un indicatore climatico urbano e implicazioni per la vulnerabilità del costruito.
5) Strategie di mitigazione del rischio: conservazione, manutenzione e intervento
Principi di conservazione e criteri di intervento applicati alla mitigazione del rischio. Monitoraggio e manutenzione preventiva come strategie prioritarie per durabilità e controllo del degrado/danno. Inquadramento degli interventi di consolidamento e rafforzamento, letti in relazione al quadro conoscitivo e alla vulnerabilità osservata, con attenzione a compatibilità, invasività e possibili effetti collaterali. Azioni per il climate change applicate agli edifici storici (misure preventive, gestionali e di adattamento). Esercitazione 6 – Dalla diagnosi all'intervento: Impostazione di un percorso coerente dalla diagnosi alla definizione motivata delle strategie di mitigazione.
6) Automazione dell'analisi del rischio per il patrimonio costruito
Obiettivi e limiti dell’automazione nei processi di analisi del rischio: standardizzazione, tracciabilità, riproducibilità (supporto al giudizio tecnico, non sostituzione). Panoramica delle principali piattaforme di risk assessment. Concetti base di datalake e database e ricadute sulla gestione dell’informazione. Digitalizzazione multiscala e coerenza dei dati tra territorio ed edificio.
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