• Edizioni di altri A.A.:
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  • Lingua Insegnamento:

    INGLESE 
  • Testi di riferimento:

    Cantagallo C., Sangiorgio V., Varum H., Fiorito F., Fatiguso F. (2025) Digitization of Built Heritage. Approaches and Methods for Data Acquisition, Analysis, and Intervention, Springer Cham
    Scarzella P. (2009) Recupero e conservazione dell'edilizia storica : L'insieme : Le parti: interrati e fondazioni, partizioni, coperture, chiusure e aggetti, Alinea
    Mastrodicasa S (1993) Dissesti statici delle strutture edilizie, Hoepli, Milano 1993
    Re Cecconi F. (2010) Guasti in edilizia: ammaloramenti dell'edificio, suggerimenti di ripristino e di prevenzione, Maggioli, 2010; Gulli R., Il recupero edilizio in ambito sismico, Edicom 
  • Obiettivi formativi:

    Obiettivi formativi del corso
    Al termine del corso, gli studenti dovrebbero essere in grado di interpretare il patrimonio edilizio storico come un sistema complesso, riconoscendone valori, vincoli e vulnerabilità, e di impostare un percorso conoscitivo orientato alla conservazione, alla manutenzione e alla mitigazione del rischio. Dovrebbero comprendere il concetto di “identità digitale” dell’edificio storico, i principi di organizzazione e gestione di dati multi-sorgente (rilievi geometrici, analisi storico-critiche, tecniche costruttive, materiali, degrado/danno) e le modalità con cui tali informazioni possono essere strutturate e rese interoperabili in elaborati tecnico-grafici e in sistemi informativi dedicati al patrimonio (cenni a H-BIM e modelli informativi).
    Gli studenti dovrebbero inoltre comprendere i principali metodi di analisi multi-scala e multi-rischio, con particolare attenzione alla vulnerabilità e al rischio sismico (approccio a livelli, MQI, interpretazione dei quadri fessurativi) e agli impatti del cambiamento climatico (a scala territoriale e di edificio). Sulla base delle valutazioni, dovrebbero saper individuare strategie coerenti con i principi della conservazione, includendo monitoraggio, manutenzione preventiva e interventi di consolidamento/rafforzamento, con consapevolezza delle potenzialità e dei limiti delle piattaforme digitali e dei processi di automazione per workflow replicabili di analisi e gestione.
    Risultati di apprendimento attesi
    Autonomia di giudizio: capacità di formulare valutazioni motivate sullo stato di conservazione e sul rischio, integrando evidenze interdisciplinari, livelli di conoscenza/incertezza e confronto tra alternative d’intervento e di gestione.
    Abilità comunicative: capacità di presentare in modo chiaro e tecnicamente corretto risultati, valutazioni e decisioni, mediante comunicazione orale e documentazione essenziale.
    Capacità di apprendimento: capacità di aggiornarsi autonomamente su metodi, norme e strumenti digitali, riconoscendo quando sono necessarie competenze interdisciplinari e impostando percorsi replicabili per casi studio differenti. 
  • Prerequisiti:

    Conoscenze di base di fisica/statica/scienza delle costruzioni. Conoscenze di base di chimica e di tecnologia dei materiali per l’edilizia. Conoscenze di base di rilievo, disegno e rappresentazione, inclusa abilità nel disegno e progettazione assistita al calcolatore. Conoscenze di base di analisi strutturali agli elementi finiti.
    Non ci sono specifici prerequisiti di propedeuticità per l’iscrizione. Si richiede però di aver sostenuto tutti gli esami dei SSD ICAR/09 e ICAR/10 previsti nel corso triennale di Ingegneria delle Costruzioni (classe L23) o di eventuale altra laurea triennale di provenienza.

     
  • Metodi didattici:

    Le modalità di svolgimento delle lezioni e delle attività di supporto didattico prevedono:
    -Lezioni didattiche frontali;
    -Esercitazioni teorico/pratiche e progetti in gruppo e/o individuali;
    -Revisioni e Verifiche delle esercitazioni e progetti di gruppo e/o individuali;
    -Seminari

     
  • Modalità di verifica dell'apprendimento:

    Nel corso delle esercitazioni si approfondiranno i concetti teorici da un punto di vista applicativo e progettuale. Sono previste consegne intermedie degli elaborati delle esercitazioni e dei progetti di gruppo e/o individuali per il monitoraggio dei singoli studenti e dello stato di avanzamento delle loro conoscenze, abilità e competenze.
    L’esame finale consisterà in una prova individuale per valutare le conoscenze e competenze disciplinari acquisite sugli argomenti trattati nel ciclo di lezioni e per discutere gli elaborati delle esercitazioni svolte.
    Inoltre, si valuterà la capacità del singolo studente di applicare i concetti teorici appresi riguardanti il recupero, la manutenzione e la conservazione di edifici storici.
    I candidati saranno valutati in trentesimi.

     
  • Sostenibilità:
     
  • Altre Informazioni:
    - Semestre in cui il corso è erogato: Secondo.
    - L’iscrizione al corso è obbligatoria.
    - Modalità di frequenza: è consigliata la frequenza in particolare per la partecipazione a esercitazioni e progetti di gruppo e/o individuali.
    - Calendario delle prove di esame secondo la programmazione generale del Corso di Laurea Magistrale di Ingegneria delle Costruzioni (classe LM24).
    - Per gli studenti in diritto di esonero dalla frequenza delle lezioni, saranno concordati specifi percorsi di formazione con attività di esercitazione da condursi individualmente.
     


0) Introduzione al corso (1 ora)
1) Patrimonio costruito: fondamenti e paradigma digitale (4 ore)
2) Creazione di una carta d'identità digitale del patrimonio costruito (1 ora)
3) Conoscenza del patrimonio costruito (14 ore)
4) Analisi multiscala e multirischio del patrimonio costruito (18 ore)
5) Strategie di mitigazione del rischio: conservazione, manutenzione e intervento
6) Automazione dell'analisi del rischio per il patrimonio costruito (2 ore)
7) Esercitazioni in classe (10 ore)


RECUPERO, MANUTENZIONE E CONSERVAZIONE DEGLI EDIFICI STORICI (6CFU; ICAR/10)
0) Introduzione al corso. Presentazione del docente, obiettivi formativi, struttura del corso e modalità di svolgimento. Inquadramento del costruito storico come sistema complesso, in cui conoscenza, diagnosi e decisione progettuale devono essere coerenti con i valori culturali del bene e con le esigenze di sicurezza, durabilità e fruizione. Ruolo delle esercitazioni e collegamento tra teoria e casi applicativi.
1) Patrimonio costruito: fondamenti e paradigma digitale. Evoluzione del concetto di patrimonio costruito e ricadute su tutela e scelte d’intervento. Chiarimento dei concetti di conservazione, restauro, riabilitazione e riuso, con attenzione alle implicazioni operative (compatibilità, minimo intervento, gestione delle trasformazioni e della durabilità). Discussione dei limiti degli approcci tradizionali: frammentazione dei dati, scarsa tracciabilità, difficoltà di gestione lungo il ciclo di vita. Introduzione del paradigma digitale come quadro abilitante per conservazione, manutenzione e risk management (strutturazione del dato, interoperabilità, riproducibilità dei processi). Esercitazione 1 – Quadri di riferimento per la conservazione e la riabilitazione: principi, pratiche e normative: Lettura guidata e interpretazione di principi e riferimenti tecnico-normativi, con collegamenti a casi tipici di intervento sul costruito storico.
2) Creazione di una carta d'identità digitale del patrimonio costruito. Introduzione alla “Digital Identity Card” come struttura informativa essenziale per descrivere e gestire l’edificio storico. Digitalizzazione nel settore delle costruzioni e definizione di “Digital Heritage”. Principi di archiviazione, organizzazione e processamento del dato (metadati, tracciabilità, versioning e requisiti minimi per repository utilizzabili nel tempo).
3) Conoscenza del patrimonio costruito
Costruzione del percorso conoscitivo: identificazione dell’edificio e del contesto, rilievo geometrico e restituzione come base per lettura e diagnosi. Analisi storico-critica e interpretazione della stratificazione e delle trasformazioni. Tecniche costruttive e dettagli significativi per comprendere vulnerabilità e criticità ricorrenti. Lettura e interpretazione dei pattern di degrado, con focus su materiali lapidei. Inquadramento delle proprietà dei materiali e del ruolo dell’incertezza informativa. Cenni su suolo e fondazioni. Introduzione ai livelli di conoscenza e ai fattori di confidenza. Inquadramento teorico su H-BIM e modelli informativi per il patrimonio come strumenti di strutturazione e interoperabilità dell’informazione (senza sviluppo operativo di modelli). Esercitazione 2 – Mappature dei materiali, delle decniche costruttive e del degrado: Esercitazione su mappature tematiche (materiali, tecniche, degrado/danno) e loro utilizzo come base documentale per diagnosi e decisioni.
4) Analisi multiscala e multirischio del patrimonio costruito
Approccio multi-scala e multi-rischio: differenze tra analisi territoriali e analisi di edificio, tra strumenti speditivi e approfonditi. Vulnerabilità sismica con approccio a quattro livelli; valutazione preliminare e MQI come indice osservativo della qualità muraria e delle criticità costruttive. Vulnerabilità e rischio sismico per analisi su larga scala e per edificio singolo, con distinzione tra indicatori aggregati e lettura del comportamento strutturale. Modulo sui crack patterns: interpretazione del quadro fessurativo come indicatore diagnostico e collegamento a possibili meccanismi. Parte dedicata al cambiamento climatico: vulnerabilità e rischio a scala territoriale e di edificio, con esempio applicativo sull’UHI. Inquadramento sulla vulnerabilità acustica come dimensione prestazionale legata alla fruibilità. Esercitazione 3 – Indice di Qualità Muraria (MQI): Applicazione guidata e discussione critica dell’incertezza e della qualità dei dati. Esercitazione 4 – Interpretazione del quadro fessurativo: Interpretazione ragionata di quadri fessurativi e collegamento a criticità/morfologie ricorrenti. Esercitazione 5 – Valutazione dell'effetto dell'isola urbana di calore su una città storica: Valutazione di un indicatore climatico urbano e implicazioni per la vulnerabilità del costruito.
5) Strategie di mitigazione del rischio: conservazione, manutenzione e intervento
Principi di conservazione e criteri di intervento applicati alla mitigazione del rischio. Monitoraggio e manutenzione preventiva come strategie prioritarie per durabilità e controllo del degrado/danno. Inquadramento degli interventi di consolidamento e rafforzamento, letti in relazione al quadro conoscitivo e alla vulnerabilità osservata, con attenzione a compatibilità, invasività e possibili effetti collaterali. Azioni per il climate change applicate agli edifici storici (misure preventive, gestionali e di adattamento). Esercitazione 6 – Dalla diagnosi all'intervento: Impostazione di un percorso coerente dalla diagnosi alla definizione motivata delle strategie di mitigazione.
6) Automazione dell'analisi del rischio per il patrimonio costruito
Obiettivi e limiti dell’automazione nei processi di analisi del rischio: standardizzazione, tracciabilità, riproducibilità (supporto al giudizio tecnico, non sostituzione). Panoramica delle principali piattaforme di risk assessment. Concetti base di datalake e database e ricadute sulla gestione dell’informazione. Digitalizzazione multiscala e coerenza dei dati tra territorio ed edificio.

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